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La verticale di Barrè

Il paziente viene osservato rispetto ad un piano verticale, sagittale, mediano, intermalleolare, dietro ad un filo a piombo puntato verso l’estremità del grande asse mediano del suo poligono di sostegno.
La regolazione della posizione dei piedi avviene utilizzando un disegno che riproduca i piedi nelle varie.

Il soggetto deve rimanere immobile, rilasciato, con le braccia lungo il corpo, con lo sguardo all’altezza degli occhi.

Il medico allinea l’occhio rispetto ai due fili a piombo per rilevare la posizione media, tra le oscillazioni posturali della piega dei glutei, del processo spinoso di L3 e C7 e del vertice in rapporto al piano verticale, sagittale, mediano, intramalleolare.

Se tali riferimenti non si trovano sul piano di Barrè, il soggetto non è in condizioni normali.
Quando le oscillazioni posturali del soggetto risultano troppo evidenti, può essere notata la posizione della verticale intramalleolare rispetto alla piega interglutea. Lateralmente il miglior riferimento biomeccanico è il punto in cui si proietta la verticale di gravità.
Un filo a piombo allineato su tale bordo posteriore deve proiettarsi in mezzo alla coxo-femorale ed all’acromion. Si ripete l’osservazione a destra e a sinistra; i risultati non coincidono sempre, poiché esistono delle rotazioni del corpo attorno al proprio asse verticale.

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